Alba

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lunedì 7 ottobre 2013

Ferrari (RC): "Non abbandoniamo la battaglia per salvare il Tribunale di Alba"


Di seguito il testo della lettera che il nostro socio, dott. Andrea Ferrari, ha inviato alla stampa locale:

"Con amarezza e sdegno sono, purtroppo, a testimoniare come le anticipate previsioni sugli effetti della riforma della geografia giudiziaria si siano oggi realmente concretizzate. Sono passati poco più di 20 giorni dallo start up dell’accorpamento del nostro Tribunale con quello di Asti che già emergono in modo chiaro ed inequivocabile le falle di una giustizia che ancora una volta dà dimostrazione della sua inefficienza e farraginosità. Secondo il Governo, l’intrapresa riforma avrebbe avuto l’effetto di migliorare e rendere più efficiente il comparto giustizia. Bene, l’effetto è stato purtroppo inverso. Gli operatori del settore hanno da subito percepito come tale scelta politica non abbia fatto altro che nuocere ad un sistema già di per sé compromesso ed in grande difficoltà.
Sul lato pratico vengono riscontrate rilevanti difficoltà e rallentamenti in molteplici aree. Pensiamo, tra i tanti, al dilungamento dei tempi di gestione delle cause, le quali sono soggette ad aberranti rinvii con le ovvie conseguenze che tutti ben conosciamo. Per non parlare dei ridotti orari di apertura delle cancellerie del nuovo Palazzo di Giustizia. A ciò si aggiungano le difficoltà nel reperire gli addetti alla cancelleria (anche negli orari di apertura al pubblico) poiché impegnati in udienza, vari incombenti, o altro ancora. Non mancano le code chilometriche agli sportelli con tempi di attesa imbarazzanti.  E meno male che la riforma avrebbe garantito maggiore efficienza…
Ma ciò che conta di più per la collettività, alla luce di una riforma mirata ad abbattere i costi della giustizia, è la spesa pubblica la quale, con tale manovra, non fa altro che incidere ancor più pesantemente sulle tasche degli italiani. Si pensi, tra i tanti costi, a quelli di notifica degli atti esenti su un territorio più vasto, agli spostamenti da e per il carcere di Alba effettuati dai PM, dalla Polizia Giudiziaria nonché i trasferimenti dei cittadini necessitati a reperire certificati vari. Alla faccia del diritto alla difesa!
Pare d’uopo effettuare un breve cenno anche in merito alla proroga (o meglio al “contentino”) gentilmente  concessa al Tribunale di Alba per permettere al soppresso Foro di portare avanti le cause pregresse. Tale provvedimento più che avere effetti benefici ha creato equivoci nella gestione delle cause e dei fascicoli per non parlare delle difficoltà incontrate dall’insufficiente personale che deve mantenere la gestione delle pratiche pendenti. Tutto ciò, lo ricordo, va a scapito di una giustizia celere, di prossimità ed efficiente.
Anche se le cose da dire sarebbero ancora molte, vorrei ricordare come il Tribunale di Asti, poco prima dell’accorpamento, evidenziava a gran voce come il loro Palazzo di Giustizia fosse già predisposto e pronto per l’accorpamento. La realtà risulta ben diversa.
Per concludere, e rendere ancor più chiara la gravità delle conseguenze prodotte da tale riforma, è sufficiente spostare lo sguardo nella vicina Cuneo il cui Tribunale dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) avere accorpato i Tribunali di Saluzzo e Mondovì. Anche in questo caso la riforma ha avuto effetti parziali con conseguenze drastiche.
Viene quindi spontaneo chiedersi se, in un periodo di crisi e di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, sia opportuno adottare manovre illogiche e poco ponderate con effetti rovinosi sulla collettività.
Siamo ancora in tempo per mobilitarci e far capire a chi dice di saper governare e di governare nel nostro interesse che dette riforme devono essere abrogate tout court con effetto immediato."
                                                                  Andrea Ferrari, Rinnovamento Civico

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